Isaan, Bangkok e Saigon (21 dicembre 2025 - 6 gennaio 2026)
Durante il collegio dei docenti di maggio, mentre si votava la proposta di cominciare le lezioni con un giorno d'anticipo per poter poi fare ponte il 22 dicembre, io ero già indaffaratissimo sul principale motore di ricerca dei voli, focalizzato sul sud-est asiatico nella speranza di trovare un biglietto conveniente per il periodo di "più alta stagione possibile".
| relax al tempio |
Poco male, in Oman si entra senza visto e varie linee di bus aiutano a girare senza fatica tra i vari insediamenti che compongono la sua metropoli. La capitale del sultanato è graziosa e genuina, con diversi aspetti interessanti e una temperatura a dicembre del tutto gradevole, ma andiamo al sodo.
Bangkok!
È il sesto mio viaggio che ha come fulcro la capitale thailandese. Non sarà l'ultimo.
Non passa mai la voglia di girare per Bangkok.
Non si fa nemmeno fatica, dopo tutte queste volte, a trovare qualcosa di nuovo e interessante da fare a vedere.
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| a bang nam phueng |
Intorno a Bangkok, uno dei posti che sempre mi aveva intrigato è la cittadina di Nakhon Pathom.
Al centro di questa infatti, si erge gigantesco il Phra Pathom Chedi, i cui 120 metri di altezza ne fanno il secondo stupa più alto del mondo (curiosamente, il primo, che lo supera di 2 soli metri, l'ho visto appena pochi mesi fa ad Anuradhapura, in Sri Lanka). La struttura ricorda però più quelle birmane, con recinti concentrici e templi, altari, statue e altri edifici all'interno di questi.
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| unghie a on nut |
| cibo thai |
La Thailandia più genuina attira sempre e questo mio viaggio l'ho votato proprio agli aspetti più rurali e autentici del paese, quindi sono volato a Khon Kaen (i thailandesi a cui ho parlato di questo spostamento hanno tutti risposto: " ah, e perché?"). L'Isaan è una regione molto poco battuta dal turismo internazionale, ma è la risaia del paese e una zona altamente caratteristica. Avrei in effetti dovuto cominciarne la visita da Ubon Ratchathani, ma la situazione con la Cambogia sconsigliava di girare per le provincie confinanti col paese khmer, benché il capoluogo distasse quasi 100 km dalla frontiera: la prudenza in questi casi non è mai troppa (come se mi ci volessero altri motivi per tornare ancora da queste parti).
A Khon Kaen in verità le cose da vedere non sono poi tantissime, ma motivi per venire non mancano, a cominciare da quell'atmosfera al 100% thailandese.
Da domani poi si sale ancora di livello
Per girare per bene la parte nord dell'Isaan ho pensato bene di affittare una macchina.
| sul mekong a nong khai |
| nani da giardino |
L'abitato è però un po' un'accozzaglia di casette tradizionali ed edifici moderni che sarebbe di certo risultato più pittoresco preservando meglio le parti storiche, come invece hanno sapientemente fatto a Chiang Khan, poco meno di 200 km più a ovest.
Quest'altra cittadina sulla sponda thai del Mekong è veramente un gioiellino: potrebbe fare concorrenza a Hoi An o Luang Prabang, solo che è più piccola e remota. Certo, ormai anch'essa è diventata molto turistica, con la stradina parallela alla passeggiata lungofiume (quest'ultima più stretta di quella di Nong Khai, ma più suggestiva) che ospita solo case in legno e dalle 5 di pomeriggio chiude al traffico e centinaia di persone si muovono si e giù lungo di essa comprando souvenir e spizzicando stuzzichini dai tanti banchi di street food. Ovviamente tutte le graziosissime abitazioni tradizionali ora sono hotel, ristoranti o negozi, ma lo scenario altamente pittoresco rimane, inoltre nella principale direttrice stradale e nelle stradine laterali di casette storiche ve ne sono molte altre, meno ripulite e patinate di quelle della walking street ovviamente, ma autentiche ed abitate dalla gente del posto.
Ah, il Mekong.
| sul mekong a chiang khan |
| davanti a vientiane |
La macchina mi tornerà inoltre utile anche nei prossimi giorni.
Udon Thani non ha moltissime cose da vedere, anche se sarebbe profondamente ingiusto relegarla a mera base per le esplorazioni della sua provincia, che invece è ricca di siti interessanti, tra i quali due patrimonio UNESCO.
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| bucato al tempio |
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| parco storico |
Parlando sempre di preistoria invece, a est della città si trova il sito archeologico di Bang Chiang. In uno scavo da queste parti sono stati rivenuti molti pezzi di vasellame, scheletri, utensili, armi e resti di animali domestici, risalenti fino a 5000 anni fa e ora tutto organizzato in un museo. E poi, altro in giro per la provincia: un tempio a forma di fiore di loto, un lago ricoperto di fiori rosa (di loto pure questi), il sito dove Ho Chi Minh visse per quasi tre anni, con museo e ricostruzione della casa annessi.
| l'amico chi minh |
| al parco a udon thani |
La città più vivace dell'Isaan è molto piacevole anche senza grandi cose da vedere; ha infatti dei grandi complessi commerciali intorno ai quali si sviluppano diversi mercati notturni molto frequentati dalla gente del posto, un vero tempio dello shopping e del cibo. Non manca nemmeno la movida, in alcuni punti piuttosto equivoca a dir la verità (o forse no, è molto chiara in effetti).
Sarà per tutti questi motivi che qui c'è la più alta concentrazione di residenti stranieri occidentali della regione.
L'Isaan non ha ancora finito di giocare le sue carte.
Sembrava giusto chiudere un tour dell'Isaan con la sua città più grande e rappresentativa, nonché la più vicina (e meglio collegata) a Bangkok.
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| animali al tempio |
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| capodanno |
Non si tratta di un posto famoso e i turisti occidentali sono quasi del tutto assenti, è però particolarmente autentica, piacevole e con alcune chicche da scoprire. La città vecchia è infatti rinchiusa in un fossato, tipo Chiang Mai per capirci, con i resti di mura e delle porte di accesso a catalizzare l'attenzione. In realtà, c'è si qualche bel tempio, uno in particolare con giardini fioriti e cascatelle intorno che da la sensazione di essere in un villaggio di collina, per non parlare del ruspantissimo quartierino popolare da attraversare per raggiungerlo, tuttavia più che i singoli siti è l'insieme di strade, vicoli, mercati, angoli, scassate casette di legno accanto a condomini in cemento e calda atmosfera da provincia rurale a risultare tanto gradevole e accogliente.
Il megafestival con migliaia di persone a spasso e le centinaia di bancarelle che vendevano tonnellate di cibo in alcuni casi non bene identificato, capannoni con giochi, giostre, luci natalizie e un grande palco con gruppi che suonavano, mi ha di certo aiutato a passare bene le serate.
| a phimai |
| era urgente |
Per la notte di capodanno sto facendo una cosa insolita, invece di andarmi a infognare in qualche luogo dimenticato da dio sto rientrando a Bangkok, non di certo per fare nottata, tanto lo so che a mezzanotte sveglio non ci arrivo, però domani ho un altro spostamento più impegnativo da fare.
La decisione di tornare a Saigon è stata quantomai felice.
Come spesso capita, la seconda volta in una megalopoli, dopo aver espletato le classiche attività obbligatorie durante la prima visita, senza la spada di Damocle dei "must see" permette di godere meglio dell'atmosfera, delle chicche meno in vista, degli aspetti più autentici e la grande Ho Chi Minh City ha in effetti molto più da offrire rispetto a quanto evidenziato in primo piano dalle guide, ma andiamo con ordine.
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| selfie a saigon |
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| selfie a saigon |
Poi, appunto, Saigon.
La scusa (molto più di una scusa direi): coltivare un'amicizia; l'occasione: la scoperta di un sito con itinerari molto alternativi. Il risultato è stato seguire il tragitto della ferrovia, dove il mondo dei larghi viali tra i palazzoni intasati di traffico e motorini scompare per lasciare spazio a vicoletti (pure questi con tanti motorini), botteghe, piccoli mercati, deliziosi caffè e ristorantini, templi nascosti e sorrisi ovunque; oppure saltare sul waterbus e ammirare i graziosi e verdissimi quartieri residenziali lungo il fiume a nord-est del centro.
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| re di saigon |
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| cibo viet |
Grazie Saigon!
La domenica Saigon è piuttosto sonnacchiosa e i musei sono chiusi (sono chiusi anche il sabato, perché giustamente uno al museo dovrebbe andarci durante la pausa pranzo dal lavoro), persino posti come il mercato dei fiori aperto 24/7 o il centro coloniale sono piuttosto tranquilli.
| selfie in costume a saigon |
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| sul waterbus |
| selfie in costume a saigon |
| presepi |
Ora sono tornato a Bangkok, stasera comincerà il lungo e triste ritorno, l'ultimo giorno thailandese e le conclusioni me le scriverò da casa, pensando con gusto di essere ancora qua, in ogni caso un buon riassunto sulle mie impressioni di questi luoghi potrebbe essere: "non mi basta mai"!
30 ore di viaggio complice un lungo scalo a Shanghai e uno a Belgrado (un bel viaggio della speranza si, cosa non si fa per risparmiare), due giorni di scuola, un week end di ripresa, sei ore di fuso e 30 gradi di differenza dopo, eccomi dalla postazione di casa per concludere simbolicamente questo mio viaggio tra Bangkok, l'Isaan e Saigon.
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| tempio sikh |
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| tempio sikh |
Appunto, alla fine torno con la consapevolezza che nella città degli angeli voglio andarci (e ci andrò) ancora tante altre volte, anche senza la scusa di dover vedere qualche altra cosa; in tutto ciò però, la mia seconda volta a Saigon mi ha invece fatto scoprire una città vitale, accogliente, piacevole, oltremodo interessante anche al di fuori dalle attrazioni da guida turistica e con molti motivi per tornarci (a prescindere dalle amicizie) più e più volte solo per poterla vivere con naturalezza, una degna rivale insomma della sua vicina thai. E l'Isaan? Ecco, speravo che percorrere la regione più genuina della Thailandia lungo la sua dorsale toccandone le città principali e sfogandomi un po' lungo il possente Mekong mi sarebbe bastato, invece ora mi si affaccia prepotentemente la curiosità di esplorarne anche gli angoli meno centrali sperando che i dissidi con la Cambogia trovino presto un quieto equilibrio.
Tirando le somme: sono partito per togliermi un po' di voglie e torno con più voglie che soddisfazioni, della serie "te levi la sete col prosciutto". Meglio passare al consueto elenco di fatti e curiosità con cui concludo i racconti dei miei viaggi va:
| bangkok centro |
| battelli sul canale saen saep |
- mamma mia quanto sono scivolosi i marciapiedi a Bangkok;
- lo spiazzo davanti al centro commerciale alla stazione dello skytrain di On Nut era interamente riempito da decine e decine di postazioni per fare le unghie;
- a Khon Kaen hanno la fissa dei dinosauri, se ne vedono statue sparse un po' ovunque in città;
- in Thailandia hanno un problema con i semafori rossi, durano un'eternità anche se sei su una superstrada a mille corsie e incroci una stradina di campagna;
- a Udon Thani si trovano la maggior parte dei residenti stranieri dell'Isaan, curiosamente però si vedono in giro tantissime coppie miste (lui occidentale, lei thai) quasi tutte con entrambi i membri piuttosto in là con gli anni;
- la banconota da 50 bath è incredibilmente rara;
- ma quanto è curioso incontrare i cormorani nel laghetto di un parco pubblico in pieno centro cittadino?
- 6 compagnie aeree differenti che operano sullo stesso volo non mi erano mai capitate (Turkish, El Al, Lufthansa, Oman Air e Austrian che operano su un volo Thai), non riuscivo a trovare il codice del mio volo per Saigon e mi stavo quasi preoccupando;
- tra i vicoletti di Saigon ogni tanto spuntava qualche presepe (piuttosto kitsch) in strada;
- una strada a Saigon era stata praticamente trasformata in un giardino da un vivaio ivi situato che esponeva le piante sui marciapiedi;
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| ansia a belgrado |
| selfie in costume a saigon |
- l'aereo da Bangkok a Shanghai era quasi completamente vuoto, metteva un po' di ansia;
- mai tanta ansia comunque come quando arrivi a Belgrado e l'aeroporto è sotto la neve e hai paura di dover rimanere lì avendo nel bagaglio solo vestiti leggeri.
Uffa, voglio tornare nel sud-est asiatico!
Come da tradizione, ecco il video di questo viaggio:














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